All’interno della casa-museo di Ismail Kadare

La casa di Tirana dello scrittore albanese Ismail Kadare è stata aperta al pubblico e trasformata in un museo dedicato alla sua vita e alle sue opere

Durante i primi mesi del 2019 è stata aperta al pubblico la casa del grande scrittore albanese Ismail Kadare a Tirana, in cui lui ha vissuto e scritto la maggior parte delle sue opere. 

Il suo palazzo, antico, tipico dell’era comunista, appare come un edificio di vecchia data nella zona moderna di Tirana: all’inizio della ‘Rruga e Dibres’, questo palazzo di cinque piani oggi sembra essere il simbolo della vita comunista.

Entrando dall’ingresso posteriore – riporta Visit Tirana – si vede un’entrata cupa, mentre sopra pendono cavi su cavi elettrici e la lettera K del cognome Kadare che indica l’abitazione-studio. Il complesso abitativo, che aveva anche un piccolo giardino, vedeva solo i due scrittori Ismail Kadare e Dritero Agolli viveva in appartamenti 4+1. Tutti gli altri, anche loro d’importanza intellettuale, vivevano in appartamenti 3+1, 2+1 e 1+1.

Al quarto piano c’è la casa di Kadare; appena entrati si nota subito un muro con una piccola finestra con su scritte le seguenti parole: “vivere vuol dire lasciare il segno“. La vecchia porta di colore bianco come ai tempi del comunismo.

Entrando nel soggiorno ciò che balza subito all’occhio è un armadio grande quanto l’intera parete. All’interno ci sono ricordi d’infanzia di Ismail, dagli studi a Mosca – con annesso blocchetto con i nomi sovietici dei suoi compagni di scuola in Russia – alle pagelle scolastiche, passando per passaporti, foto varie e lettere d’elogio. Nella stanza si trovano anche i libri che Kadare ha scritto da quando si trasferì nella casa (1964) fino a quando la abbandonò nei primi anni novanta.

Più avanti in una porta di vetro in cui è raffigurata la mappa di Tirana con i nomi di allora delle strade e dei luoghi, si entra in una stanza dove si trovano gli altri libri in ordine di anno mentre attraverso una tenda si entra nel suo studio, l’unica stanza in cui scriveva.

Un grande camino con una poltrona davanti, una scrivania in legno e una grande biblioteca sono gli oggetti presenti nella stanza, lo stretto indispensabile per uno scrittore. Da quel che si dice la sua abitazione era l’unica dotata di camino.

Un’altra stanza buia presenta film basati sui libri di Kadare e di sua moglie Helena, mentre un’altra ancora è dedicata al ‘Generale dell’armata morte’ , ovvero il libro che lo rese celebre all’epoca. L’ultima stanza, invece, è adibita come sala studio per studenti e studiosi,

Molto presto anche la casa di Dritero Agolli verrà aperta al pubblico e trasformata in un museo, per rendere così l’intero palazzo un simbolo della vita degli intellettuali durante il regime comunista.

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