Le centrali idroelettriche minacciano di distruggere Vjosa, il fiume selvaggio d’Albania

Numerosi progetti per la costruzione delle centrali idroelettriche minacciano di distruggere il cuore blu d’Europa, la valle del fiume Vjosa, in Albania

Le Centrali Idroelettriche Minacciano Di Distruggere La Valle Del Fiume Vjosa

Fiume Vjosa, Albania

data-auto-format="rspv" data-full-width>

Oggi numerosi progetti per la costruzione delle centrali idroelettriche minacciano di distruggere il cuore blu d’Europa, la valle del fiume Vjosa, con un danno irreparabile che sarà causato alla biodiversità, al turismo e all’agricoltura nell’area.

Diverse organizzazioni si sono opposte alla costruzione delle centrali, per proteggere il fiume che è considerato come uno degli ultimi fiumi selvaggi dell’Europa.

Le centrali idroelettriche sul fiume Vjosa

Sono almeno 38 i progetti riguardanti centrali idroelettriche che minacciano di distruggere la valle del fiume Vjosa. In particolare, i progetti più importanti, quelli della centrale di Kalivaç e di Poçem.

Entrambi, infatti, prevedono la creazione di una diga (che trasformerebbe il Vjosa in un lago) sul fiume che stravolgerebbe una delle aree più pure e selvagge d’Europa mettendo a rischio 177 specie rare. In poche parole, un autentico disastro naturale.

Il progetto della centrale di Kalivaç esiste da più di due decenni ma le numerose battaglie legali intraprese negli anni hanno aiutato fino ad oggi la valle del Vjosa. Nel 2019 circa 150 ONG sia nazionali che internazionali hanno chiesto al governo del Paese delle Aquile di interrompere la costruzione delle centrali idroelettriche lungo il fiume Vjosa.

Noi, organizzazioni ambientaliste nazionali e internazionali, le chiediamo, primo ministro Edi Rama, di sospendere immediatamente tutti i progetti in corso delle centrali idroelettriche lungo il fiume Vjosa, fino ad una valutazione dell’impatto ambientale e alla creazione di un piano integrato di gestione del bacino che tenga conto degli aspetti sociali.” – recitava la lettere indirizzata al primo ministro Edi Rama.

Tra le ONG che si sono mobilitate a difesa dell’ultimo fiume selvaggio d’Europa, c’è Balkan River, i quali attivisti si sono recati proprio in questa settimana a Tirana per protestare pacificamente davanti all’ufficio del primo ministro Edi Rama.

E’ veramente una follia immaginare di distruggere un qualcosa di così bello. Chi distruggerebbe la Cappella Sistina a Roma? Nessuno. E anche il Vjosa è un’opera d’arte.” – afferma uno degli attivisti.

Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi da organizzazioni internazionali, i quali evidenziano le terribili conseguenze che i progetti delle centrali idroelettriche porterebbero alla valle del fiume.

Come se non bastasse, studiosi stranieri hanno portato alla luce un altro grande problema, ovvero quello dell’accumulo di sedimenti in caso dovessero concretizzarsi i progetti delle dighe. Queste, infatti, porterebbero nell’arco di 30-40 anni un accumulo tale di sedimenti che provocherebbe il cedimento delle dighe stesse senza che il governo albanese possa fare nulla, poiché il costo per la rimozione di questi sedimenti sarebbe superiore al beneficio economico che arriverebbe dalle centrali.

Una conclusione che testimonia ancora una volta come le concessioni per i progetti di Poçem e Kalivaç siano state assegnate senza prima aver effettuato tutti gli studi necessari sul campo. Sull’intera questione, l’emittente televisiva albanese Top Channel ha realizzato un dettagliato reportage disponibile al seguente link

Potrebbe interessarti anche

Per non perdere gli articoli di Turismo Albania seguiteci su Google News

data-auto-format="rspv" data-full-width>

Discussione su questo articolo

Exit mobile version