Valona: un prezioso mix di storia, cultura, turismo

Valona nell'Antichità, Valona nel Medioevo, il Castello di Valona, la Moschea Muradie, la Famiglia Vlora

Valona nell’Antichità

Nell’antichità, Valona veniva conosciuta col nome Aulon che in greco significa valle ed era sotto la guida di una nobile famiglia illira, gli Amanti. Vista la sua posizione importantissima e molto favorevole, fu contesa più volte tra lo stato illiro e quello epirota.

Per un po’ di tempo è stata tra le principali mire espansionistiche del re macedone Kassandro, mentre dopo le guerre illiriche contro Roma, fu annessa all’Impero romano.

Essa viene nominata anche in occasione della guerra civile tra Cesare e Pompeo, poiché Throni (Treporti), Kanina, Amantia e Oriku, così come Apollonia sostennero Cesare durante le sue operazioni militari.

Tra le testimonianze degli autori dell’antichità, questa città viene citata nel II secolo dal geografo greco Claudio Tolomeo di Alessandria, che determina le sue coordinate geografiche: 40 o 45 ‘. Durante il periodo in questione, così come le altre città costiere, Aulona divenne anche un centro importante del cristianesimo, di cui si ricorda uno dei primi martiri, San Eleuterio di Valona.

La sua importanza come centro economico accrebbe soprattutto verso il V secolo, quando si propose come l’inizio della via Egnatia dopo la distruzione di Apollonia a causa dei terremoti.
Durante il Medioevo invece si trasforma in un semplice insediamento privo di significato a causa delle continue invasioni e conquiste.

Saranno le campagne normanne del Sud Italia ad indicare questa zona come protagonista degli eventi storici successivi. Le truppe di Boemundo di Taranto sbarcarono a Kanina, Jeriko (Orik) nel 1081 ed entrarono facilmente a Gllavinica (Bylis) dal momento che la città non era provvista di una fortificazione.

Anche durante le successive campagne normanne la città di Valona divenne una loro base, dovuta in parte alla sua vicinanza alle coste della Puglia.

Dopo le conquiste normanne, la città passò sotto il dominio del Despotato d’Epiro, dove uno dei suoi principali rappresentanti, Mihal II, donò la città in dote alla figlia che andò in sposa al re Manfredo di Napoli nel 1258. Manfredo nominò il suo ammiraglio Filip Kindari come capitano delle terre albanesi e sposò una nobildonna di Kanina. La conquista napoletana continuò ancora con la dinastia angioina fino al 1272 quando l’imperatore bizantino Andronico II Paleologo lo fece ritornare sotto il dominio bizantino.

Valona nel Medioevo

Intanto si susseguirono varie occupazioni, ad esempio l’occupazione serba del 1345. Qui la storia della città diventa particolarmente interessante per una serie di avvenimenti che segneranno poi la storia dell’Albania.

Nel Medioevo la città si distingueva per la produzione del vino, delle olive e del sale che venivano esportati. Con la caduta dell’ Impero serbo, la città diventa centro del Despotato di Valona, guidata da Jovan Komnen Aseni, cognato dell’imperatore serbo Stefan Dušan. Nel 1371 a capo del despotato viene Alessando di Valona , ucciso nella battaglia di Morica (Bulgaria), dove le truppe balcaniche affrontarono per la prima volta quelle ottomane. Dopo la morte di Alessandro, la città cade nelle mani dei Muzakaj , i quali dopo il matrimonio di Komita Muzaka, lo danno in dote a Balsha II.

I Balshaj governeranno la città fino al 1385, quando verrà venduta ai veneziani. In seguito gli ottomani occuparono Valona nel 1417, per perderla nel 1504 e riprendersela ancora nel 1690. Durante il XV-XVI secolo, Valona divenne più volte una base preparatoria per l’occupazione di Otranto. Gli ottomani rimasero a Valona fino al 1912.

Negli anni 1519-1520 circa 609 famiglie ebraiche provenienti dalla Spagna, si stabilirono a Valona dopo essere stati espulsi dall’imperatore Carlo V d’Asburgo. Gli ebrei si occuparono principalmente di commercio.

Il 28 novembre 1912 sotto la guida di Ismail Qemali, l’Assemble Nazionale dichiarò l’indipendenza dell’Albania e Valona divenne la prima capitale del nuovo Stato albanese.

Con l’inizio della prima guerra mondiale, essa diventa una base militare dell’esercito italiano, dove la città e i dintorni insieme all’isola di Sazan vengono riconosciuti come possesso italiano dal trattato segreto di Londra (26 aprile 1915). La guerra di Valona fu una guerra popolare che costrinse gli italiani a ritirarsi da Valona, che si unì al resto dell’Albania eccetto l’isola di Sazan.

Durante la seconda guerra mondiale , la regione diede un grande contributo alla resistenza e alla guerra partigiana. Dopo la seconda guerra mondiale, il regime comunista trasformò Valona nella più grande base militare marina del trattato di Varsavia nel Mediterraneo.

Durante la crisi politica tra Tirana e Mosca, Valona ebbe un ruolo chiave nello scontro militare sottomarino a Palashiman.

Dichiarata città eroica per il suo contributo al movimento nazionale, Valona oggi rappresenta un importantissimo centro economico, sociale, culturale, universitario e turistico nel sud-ovest dell’Albania.

Il Castello di Valona

Il castello di Valona è stato distrutto circa un secolo fa ed oggi non esiste più. Al suo posto si trovano lo stadio “Flamurtari” ed il Palazzo dello sport.

Era situato a circa 150 metri dalla costa del mare. E’ stato costruito nel 1531 per ordine del sultano Solimano il Magnifico. Lo scopo era quello di metterla a servizio della città di Valona visto che era considerata la base militare marina dell’Impero Ottomano.

Il castello aveva una forma ottagonale regolare, con nervature della lunghezza di circa 90 metri ed una superficie di 3,5 ettari. Aveva un totale di 10 torri difensive situate ad ogni angolo. Le pareti erano alte 15 metri e dotate di baluardi sul lato superiore.

Il castello aveva due ingressi principali con porte su ponti mobili. Le mura erano circondate da un canale che rendeva difficile l’attacco diretto su di essa.

All’interno della fortezza in direzione sud-ovest era situata la torre principale separata dalle mura del castello. Era una torre di sette piani ed era coperta da una cupola di piombo. All’interno della torre vi erano anche i cannoni, il deposito e il comando della fortezza.

E’ interessante notare che questa torre è molto simile alla Torre Bianca di Salonicco e la torre del castello Rumeli-Hisar sul Bosforo, cuna una tecnica di costruzione molto simile.

Si ritiene che sia stato l’architetto Sinani a progettare questo castello. Si sa anche che il famoso architetto Sinani era di origine albanese. Visse 108 anni e costruì 81 moschee, 26 biblioteche, 33 palazzi e un centinaio di torri d’orologio.

Per la costruzione del castello furono utilizzate le pietre delle mura dell’antica città di Treport (Zvernec).
Il castello fu distrutto nel 1905 per ordine del comune di Valona e le pietre delle sue mura furono utilizzate per la costruzione della strada Skele-Valona.

The Muradie Mosque
The Muradie Mosque (in albanese: Xhamia e Muradies)

La Moschea Muradie

E’ situata al centro della città, al di sotto della tekké bektashiana di Kuzum Baba. Si ritiene sia stata costruita tra il 1531-1550 dall’architetto Sinani. Costruita in stile turco-bizantino, appare anche oggi maestosa come una viva testimonianza dello splendore di un tempo.

La moschea è stata costruita con pietre a forma di parallelepipedi combinate con mattoni rossi. Una particolare eleganza le viene attribuita anche grazie alla cupola rivestita di tegole rosse e dal minareto costruito interamente con pietre bianche.

Kuz Baba

Con questo nome viene definito il punto più alto della città, una collina affacciata sulla parte orientale della città. Qui si trova anche un bar ristorante molto amato dai turisti per la spettacolare vista che offre.

Kuzum Baba
Kuzum Baba

Negli ultimi anni anche il mausoleo da cui prende il nome è stato ricostruito secondo l’architettura monumentale, dove prevale il colore verde, simbolo della religione bektashiana.

Secondo la leggenda, un dervish(santo nella religione bektashiana) , dal nome Kuzum Baba, venne a Valona, dove fu rapito ed ucciso da un gruppo di briganti. Ed ecco il miracolo: il santo con la testa mozzata in mano arrivò fino al colle dove espresse il desiderio di essere sepolto, da allora quella collina prese il nome di Kuz Baba.

La Famiglia Vlora

La storia antica della città di Valona è legata strettamente alla famiglia Vlora. Da quel che si dice l’origine di questa famiglia è di Kanina. Uno dei suoi membri si convertì all’islam col nome di Mehmed bin Abdullah. In seguito lo nominarono comandante del castello di Kanina. Da questo comandante traeva origine anche Gjegju Sinan Pasha, genero del Sultano Bajazit II, che aveva preso in sposa la sua figlia maggiore Hadixhe.

Questo personaggio divenne due volte grande ammiraglio della regione di Valona, rispettivamente nel 1485-87 e nel 1491-1503.
A Kanina egli costruì anche una tekkè bektashiana, dove fu poi sepolto egli stesso avendo perso la vita in una battaglia navale nel 1503.
Dai tempi di Gjegj Pasha fino al 1828 hanno governato ben 21 membri della famiglia Vlora a Valona.

Inoltre molti altri sempre di questa grande famiglia hanno sacrificato la propria vita per l’impero ottomano, come ad esempio Ferit Pashe Vlora e poi da non dimenticare Ismail Qemal Vlora che invece contribuì all’indipendenza dell’Albania dall’impero nel 1912.

Ismail Qemali
Et’hem bej Vlora, Luigj Gurakuqi, Ismail Qemali, Qazim bej Vlora (anno 1912)

Un altro personaggio di Valona che è passato alla storia tanto da essere ricordato anche dallo storico veneziano Marmora era Damiano, sul quale girano varie canzonelle popolari da quelle parti.

Damiano era un capitano di Himara che era stato mandato presso l’accampamento turco per scoprire dove si trovava la tenda del sultano Sulejman, contro il quale stavano preparando un attentato. La sera del 25 luglio 1537 Damiano di sedette vicino alla tenda del sultano in attesa del momento opportuno per compiere la sua impresa, ma all’alba fu sorpreso da Ajaz Pasha che lo mise sotto tortura finchè non scoprì quale fosse la sua missione, per poi ucciderlo.

Si racconta anche che il sultano Sulejman venne a Valona per calmare le insurrezioni e costruì il suo accampamento militare al sud di Valona vicino a Tragjas, che ancora oggi viene chiamato “ il campo del re”.

Valona ha tanto da offrire ai turisti, grazie all’immensa generosità della natura, la storia, la cultura e molto altro ancora che la rendono una perla del turismo albanese.


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su ALBANIA NEWS

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