Jalë, un piccolo paradiso a portata di mano

La bellissima spiaggia di Jalë, con il mare di un azzurro profondo, da sembrare irreale.Jal (chiamata anche Jala o Jalë) è una piccola spiaggia incastonata tra ripide colline coltivate a ulivi in una baia protetta dalle montagne. Più piccola di Dhermi, il mare è più calmo e caldo e il sole quando tramonta si nasconde appena dietro a un costone montuoso che sfuma nel mare.

La strada che vi arriva passa prima attraverso una piccola valle coperta di ulivi e poi scende ripida e sterrata fino alla spiaggia seguendo il bordo delle colline che degradano sul mare affacciandosi di tanto in tanto su qualche minuscola caletta raggiungibile solo in barca.
Nello slargo sabbioso alla fine della strada ci sono alcune costruzioni recenti e semidemolite e una fila di chioschi in legno forma un piccolo lungomare dove si alternano ristorantini di pesce a gestione familiare, alcuni bar e un paio di discoteche/cocktail bar.

Su una collina in fondo svettano un paio di edifici a quattro piani, uno di recente costruzione e l’altro, elegante e sobrio, è l’unica costruzione pre-esistente sulla baia ed è l’ex Nosocomio per gli anziani Generali dell’Esercito durante il regime di Enver Hoxha.

Questo territorio, come molti altri lungo questo tratto di costa, è di proprietà dello Stato; durante il comunismo vi erano di stanza guarnigioni militari e nessun civile poteva avervi accesso, se non con un permesso speciale.

Ora questo edificio come quello accanto costruito non più di una decina di anni fa sono stati trasformati in residence per i dipendenti statali, e l’unica possibilità di pernottamento sulla spiaggia è offerta da un paio di campeggi.

Si può, come un po’ ovunque in Albania, campeggiare liberamente, ma noi che vogliamo un po’ di comodità scegliamo di sistemarci nel campeggio al centro della spiaggia, dietro un edificio semidistrutto all’interno di un uliveto che sale verso le colline.
L’ambiente è molto giovanile, il prezzo per notte molto economico. Con 1000 lek (8 euro,) oltre alla tenda -nel caso uno non l’avesse con sè- il campeggio offre la prima colazione e la cena.

Le docce sono ghiacciate ma tonificanti, ci sono un paio di ping pong e numerosi tavoli all’ingresso ospitano verso sera i ragazzi che giocano a carte, a scacchi o backgammon bevendo birra in attesa della cena.

E proprio la cena è la sorpresa più piacevole di questo luogo.
In un clima da festa dell’Unità si mangia tutti insieme lo stesso pasto, cucinato da una signora e dalla sua famiglia in un angolo del campeggio adibito a cucina da campo, che consiste in un primo (zuppa o pasta a seconda dei giorni) e un secondo (spesso insalata di pomodori, cetrioli e formaggio oppure carne) e ogni tavolo ha la sua bottiglia di coca cola ghiacciata in omaggio.

L’atmosfera semplice e gioviale è molto rilassante e, se si decide di non mangiare al campeggio, i numerosi bar-ristoranti lungo la spiaggia offrono una valida alternativa gastronomica. A prezzi davvero popolari (meno di 15 euro a persona) si può gustare pesce locale cucinato perlopiù fritto ma anche alla brace, bevendo la classica birra locale.

Piccoli pescherecci riforniscono quotidianamente i ristoratori della baia attraccando sul piccolo molo in fondo alla spiaggia e scaricando casse di pesce appena pescato sotto gli occhi dei bagnanti e questa è la maggiore garanzia sulla freschezza e genuinità di ciò che si mangia.

Oltre alla spiaggia principale, due altre strade percorribili sia a piedi sia -con un minimo di cautela- in macchina portano ad altre due piccole calette meno affollate e più selvagge dove il mare, ugualmente splendido, si infrange sulla spiaggia di ciottoli e dove tra gli scogli numerosi sono le stelle marine e i polipi.


L’articolo completo è stato pubblicato su Albania News il 3 settembre 2009 da Flavio Costa

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