New York Times: La riviera albanese, un paradiso frugale

Albania, il paese delle aquile. Questa terra meravigliosa tutta da scoprire. Da anni abbandonata al proprio destino, un turismo poco incentivato per colpa di un governo carente. Ma la sua bellezza non passa inosservata.

Con l’avvio dell’estate è stata più volte indicata come luogo ideale per le vacanze e recentemente, anche “The New York Times” ha dedicato alla riviera albanese un articolo. Un’immagine diversa quella dell’Albania, offerta dal giornalista Seth Kugel. Una miscela perfetta di curiosità, storia, bellezze naturali e tradizioni, servita splendidamente con umorismo e leggerezza da “John Wayne” di The New York Times.

Un viaggio iniziato un po’ per sbaglio, seguendo un cartello che dava indicazioni su come raggiungere un monastero. Il monastero non lo ha raggiunto (mai!) ma in compenso ha trovato la spiaggia di Gjipe.

Strano il primo impatto con il luogo. La bellezza disarmante del mare cristallino, che ti fa credere di aver trovato un pezzo di paradiso sulla terra, si mischia con una storia fortemente marcata dalla presenza dei bunker. Strutture a forma di fungo installate in tutto il paese nel 1985 per difendersi da un nemico fantasma, mai giunto.

Questa la prima presentazione della riviera albanese, da dove il giornalista parte alla scoperta del litorale, Valona (Vlora) tappa successiva del tour. “Una città un po’ di cattivo gusto, con un sacco di caffè e bar pieni di cuscini fantasia all’aperto,musica grottesca,costa poco attraente e mediocre” queste solo alcune considerazioni. Poi si sofferma alla totale mancanza di informazioni e di infrastrutture e tanti scheletri di costruzioni mai finite. E’ difficile per chi non è albanese muoversi in quelle strade senza nome. Una città che vive ancora nelle rovine di un lungo passato, e che sta cercando ancora la strada giusta verso lo sviluppo. Una città che a passi lenti, va avanti . Una lentezza snervante che i valonesi (vlonjatët) vivono con estrema normalità, giocando a scacchi e fumando “come ciminiere” in quella via principale (Bulevardi Vlorë – Skelë) poco illuminata.

Interessante la visita al Museo dell’indipendenza. Una casa a due piani, dove Ismail Qemali governò come primo ministro dopo che l’Albania attenne l’indipendenza dall’Impero Ottomano. A fare da cicerone, Ilia Cano. Il direttore, in “un inglese povero mescolato con il francese”, ha cercato di spiegare al giornalista la storia del Primo Ministro.

Valona non è stata la città preferita di Kugel… ma come dargli torto dopo aver visitato Llogara con le sue distese verdi e le foreste. Himarë (scelta come base dallo scrittore) piena di meravigliose immagini bucoliche e ricchezze storiche. Molto apprezzato anche il cibo, dove la contaminazione della vicina Grecia è molto evidente. I souvlaki, zaziqi, i byrek (sfoglia salata ripiena), e la “fettunta”, pane di casa all’olio d’oliva.

Poi Jal. La bellissima spiaggia di Jalë, con il mare di un azzurro profondo, da sembrare irreale. Ma quello che ha colpito Kugel durante il suo viaggio, non è stato soltanto il mare e la natura, ma anche la gente. La semplicità dei loro gesti. L’amore di un nonno per il proprio nipote. Dei perfetti sconosciuti che ti invitano a pesca per dimostrarti che il pesce che hai mangiato il giorno prima era freschissimo.

Sconosciuti che ti fanno sentire come se tu fossi loro amico. Che ti fanno fare pazzie, come fare colazione alle 6.00 del mattino con caffè e grappa, che ti portano in mezzo al mare dividendo con te la gioia di riportare le reti piene di pesce alla fine della giornata e molto altro. E poi, prima di digerire la cena di pesce del giorno prima, la vacanza finisce e si tirano le somme. Ed è proprio qui che l’Albania ti regala l’ultima sorpresa. 459,87 € per mangiare a più non posso, dormire, noleggiare la macchina, insomma fare tutto. Anche se, bisogna considerare che non era Luglio – Agosto, i mesi più cari in Albania.

Così descrive il viaggio alla scoperta della riviera albanese il giornalista di The New York Times, come un viaggio in un mondo parallelo. Un mondo pieno di gente unica e immagini che sembrano uscite da un libro di favole. E non poteva essere altrimenti. L’Albania è unicamente magica.

 


Per leggere l’articolo del New York Times, il link: http://frugaltraveler.blogs.nytimes.com/

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